Intervista a Marco Pannella
Come va?
“Bene, grazie…”.
Le fanno male le manette?
“Non sono manette…sono ferri… vecchi ferri. Si stringono e si chiudono con il lucchetto…”.
Stringono?
“Ho le mani grandi e i polsi grossi…Ma ci si abitua…”.
E al carcere…
“Ho compagnia…”.
In cella?
“Al primo braccio…con altri cinque…”.
Che tipo di gente?
“Il ragazzo è accusato di omicidio…gli altri sono più allegri…”.
Vi divertite?
“All’arrivo mi hanno fatto festa. Mi aiutano…”.
Come?
“Mi danno da mangiare…”.
Si mangia bene?
“Quando arrivo dal processo è già tardi, i compagni di cella mi conservano qualche cosa delle loro razioni…”.
Si dorme?
“La prima notte sono rimasto sveglio”.
Perché?
“Ho pensato a Ernesto Rossi. Un altro radicale, un altro maniaco esibizionista che faceva pagliacciate…”.
Rossi lottava contro il fascismo…
“Si fabbricava le bombe da solo, nello studio. Piccole bombe di carta. Le voleva mettere negli uffici delle tasse…Se gli italiani non pagano le tasse, diceva, il regime crollerà più presto…”.
Ridevano di lui…
“La sinistra per bene… i politici… quelli seri… quelli che stanno a guardare e studiano e commentano e giudicano lo sfacelo delle istituzioni… E aspettano di raccogliere con le mani pulite l’eredità di regime…”.
Ernesto Rossi era solo…
“Non erano più di mille gli antifascisti militanti sparsi nelle carceri e al confino…”.
Come i radicali oggi…?
“Penso a Spadaccia, a Conciani, alla Bonino…Ai compagni obiettori di coscienza… non più di mille. E già centinaia di processi e di condanne…”.
Hanno scritto che non per questo potete essere considerati eroi della libertà…
“Né eroi, né martiri. La nostra non è né una protesta morale, né una testimonianza individuale. Noi facciamo politica”.
La disobbedienza civile è…politica…
“Il digiuno è politica. Con il digiuno abbiamo ottenuto la legge sul divorzio, e quella sull’obiezione di coscienza…e la legge per il voto ai diciottenni”.
Il vilipendio è politica…
“Se fumando sarà possibile ottenere una legge più giusta sugli stupefacenti. Se fumando potremo salvare la vita di un ragazzo…Se non c’è altra scelta, persino fumare è opera di governo…”.
Voi radicali…non più di mille, pensate di fare opera di governo…
“Opera di governo è assicurare leggi che invece di condannare la gente a morte, come queste leggi sull’aborto, diamo vita e felicità…”.
Un nuovo modo di governare…
“Un affare di tutti…Contrastare, millimetro per millimetro, la violenza del regime… Tentare subito, ora e qui, giorno dopo giorno, prefigurare e costruire una società diversa”.
Non vi capiscono…queste proteste individuali, isolate…mentre c’è a portata di mano la vittoria della sinistra, la grande avanzata dei comunisti…
“Non viviamo per applaudire le vittorie degli altri. Non siamo mosche cocchiere. Non siamo rassegnati a esultare solo perché domani, forse, al posto dei padroni attuali, corrotti e vecchi, avremo padroni nuovi e onesti…”.
Gli altri…Ma senza gli altri…
“A ognuno la sua parte. Noi non abbandoneremo il nostro spazio. E ci confrontiamo con questi altri… Vedremo se governare, cambiare le leggi, migliorare la società, è questa la nostra opera, di ogni giorno; oppure aspettare, cercando di monopolizzare l’opposizione, la caduta finale, lo sfascio totale, per ereditare il monopolio del potere…”.
Il vostro spazio…il loro…E quanto tempo è rimasto…ora…
“Ora devo andare…mi rimettono i ferri…”.
(“l’Espresso, 11 luglio 1975)
















