Proposta Radicale 38 2026
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Emma Bonino

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Olivier Dupuis

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Emma Bonino

Emma Bonino

Emma Bonino è parte della storia del Partito Radicale e della storia civile e politica del nostro Paese. Insieme a Marco Pannella ha attraversato oltre mezzo secolo di battaglie, sconfitte e conquiste, contribuendo in modo decisivo a costruire e affermare il patrimonio politico del Partito Radicale in Italia e in Europa.

Recentemente, in occasione del decennale di Marco Pannella, Emma aveva accolto con piacere il nostro invito. Ci aveva però comunicato di non stare bene e di ritenere che una partecipazione soltanto in collegamento non sarebbe stata rispettosa di Marco e che Marco l’avrebbe voluta in presenza.

Emma appartiene a una storia radicale lunga più di mezzo secolo, fatta di libertà, nonviolenza, responsabilità individuale e fiducia nella possibilità di cambiare ciò che sembra immutabile.

È una storia che non può essere ridotta alla memoria. È un patrimonio politico e umano che continua a interrogarci e che affida al Partito Radicale una responsabilità precisa: continuare a far vivere quelle battaglie nel presente e nel futuro. Ciao Emma.

(Maurizio Turco, Irene Testa)

Olivier Dupuis

Olivier Dupuis

Caro Olivier Dupuis, ho ritrovato i miei appunti di uno dei molti giorni in cui venisti a farmi visita in galera, come un angelo di custodia. In galera infatti si tiene un diario, e si scrive a mano: in questo momento, ripensandoci, ho visto che dal mio dito medio è scomparso quella specie di callo da penna che mi aveva accompagnato per tutta la vita. Una falange liscia, destituita del suo orgoglio di scolaro. Tu di galere ne avevi di più pittoresche e numerose della mia, sebbene più brevi, per fortuna: in Belgio da disertore, a Praga da dissidente, a Dubrovnik da militante, a Budapest e a Saigon e a Vientiane… Persone coraggiose come te sono rare, e non è un caso che altri te lo rimproverino o ti rimproverino di essere tutto politico, e la tua vita prova il contrario. Ne hai cambiate, di vite, e sempre tenendole care, e continui a farlo.

Ho avuto una vera nostalgia dei nostri incontri, e non solo perché tu sei bello da vedere, come uno cui abbiano fatto la punta: portavi racconti di cose che mi stavano a cuore, Tibet, Cecenia, digiuni, parlamento europeo, amici, amore: e la campagna. E inviti solenni e sicuri a venirti a trovare a casa tua, cose che si dicono a chi è chiuso. In realtà poi l’ho avuto il tempo, e non sono venuto, che scemo. Ho le fotografie di Aude con le piccole Alexandra e Mitou, non sono più così piccole. Ho trovato anche una tua lettera in cui mi scrivevi, dell’Ucraina, di cui sei stato testimone militante da sempre, chiedendoti che cosa ne pensassi e sentissi, e subito dopo ti rispondevi senza aspettare. E il messaggio per il mio compleanno del 2022, che diceva così: “Caro Adriano, non riesco più a fare gli auguri dal 24 febbraio scorso. Salvo qualche eccezione. Un forte abbraccio, Olivier”.

Abbi il mio abbraccio forte.

(Adriano Sofri)

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